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lunedì 28 ottobre 2013

Lettera aperta

Mi scuso in anticipo con voi lettori in quanto questo non sarà il solito post leggero, spensierato e dedicato alla moda. Spero comunque che lo leggerete fino in fondo, traendo le vostre conclusioni. La mia è una voce flebile, nel bel mezzo del chiasso della vita, ma penso fortemente che noi "uomini" abbiamo questo grandissimo dono che è quello di poter comunicare tra noi esprimendo dei concetti: idee, speranze, sogni, desideri, ma anche dolore, sofferenza, dissenso.
Negli ultimi mesi mi sono sempre più resa conto di quanto l'universo "blog" stia sempre più piombando nel baratro dell' indecenza. Si sta sempre più perdendo di vista il motivo per cui è nato, ovvero quello di esprimere le opinioni di privati utenti in varie parti del globo. Lo scambio di opinioni soppiantato dalla mentalità imprenditoriale di vendere, creare commercio, giustissima, infatti penso sia doveroso per dei consumatori sapere cosa è meglio o peggio acquistare, ma a volte, a detta di alcuni, applicata male: fasulla, nascosta dietro a dei bei castelli di foto-marketing e frasi buttate lì, in un tentativo di crearsi un' immagine forte, che "sfondi". Questo fa sì che numerose polemiche sterili inquinino il mondo 2.0 dando vita ad una sorta di lotta tra i blogger e quelli che solitamente vengono definiti "haters" ovvero gli oppositori, quelli che in nessuna maniera tollerano il sistema. C'è quindi sempre più intransigenza e sempre meno educazione da parte delle persone nel gestire un dialogo.
Forse fin da bambina sono sempre stata abituata a portare rispetto a chiunque, qualsiasi fosse il suo ceto, l'età, il colore della pelle, le specificità, i deficit fisici e quant'altro. Non penso esistano persone di serie B e ho sempre avuto la forte convinzione che se avessi fatto qualcosa di buono o bello (e l'avessi fatto con le mie mani), forse avrei potuto fregiarmene. Si tratta di una ricerca di santità? No, semplicemente un modo per riuscire a convivere tutti nel caos di questo vaso di Pandora-vita.
Ma in fin dei conti, mi rendo conto però che c'è una mancanza, da parte delle persone, di voler comunicare e quando lo fanno, di farlo in modo sbagliato, offendendo e diffamando, fomentando odio.
Tutti guardano agli altri, mai a sè stessi. Sono incredibilmente schifata e sfiduciata da determinati atteggiamenti, ma sono certa che persone desiderose di esprimersi ce ne sono e anche in quantità, l'unica cosa è trovare il modo per farlo civilmente. Forse sono un' illusa, una sognatrice, una che non avrà mai successo perchè si ribella alla maggioranza, ma almeno sarò certa di essere stata una gran persona. Una signora, nel mio genere. Torno quindi al discorso di prima per dirvi che è doveroso esprimersi, ma sempre nei limiti e mantenendo atteggiamenti consoni. Abbiate sempre rispetto delle persone che vi trovate davanti e pretendete la stessa cosa da loro.



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